Osservazione diretta del pianeta Beta Pictoris d
Ufficio Comunicazione - Alessio Coppola | 15 luglio 2026
Tramite il Very Large Telescope (VLT) dell’ESO è stato scoperto un terzo pianeta, di nome Beta Pictoris d, in orbita intorno alla stella Beta Pictoris. Si tratta dell'esopianeta più debole mai fotografato direttamente dalla Terra e uno tra i più leggeri mai osservati. Il suo segnale era già presente nelle osservazioni di archivio.
Tra gli autori dello studio “Direct Imaging Discovery of Giant Exoplanet β Pictoris d: A Decade-Long Game of Hide-and-Seek”, pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, ci sono Guido Agapito, Marco Bonaglia, Runa Briguglio, Luca Carbonaro, Giovanni Cresci, Simone Esposito, Debora Ferruzzi, Filippo Mannucci, Alfio Puglisi, Armando Riccardi e Marco Xompero dell' INAF Osservatorio Astrofisico di Arcetri.
Inizialmente i ricercatori dello studio volevano osservare meglio il già noto pianeta Beta Pictoris b, il primo scoperto nel sistema Beta Pictoris, per vedere come si evolveva nel tempo. Analizzando le immagini del sistema, però, hanno notato un segnale separato che li ha portati a individuare il nuovo pianeta. Per confermare la natura della scoperta, il gruppo ha consultato l’archivio dove l’ESO raccoglie le osservazioni effettuate con i propri strumenti, scoprendo che Beta Pictoris d era presente già in diverse immagini risalenti fino a 11 anni fa, inclusa una in cui era appena discernibile rispetto alla luce di Beta Pictoris b.

Immagine ottenuta con lo strumento ERIS di VLT che mostra il pianeta Beta Pictoris d, indicato da una freccia, intorno alla stella Beta Pictoris al centro. La sorgente brillante a sinistra è l’altro pianeta Beta Pictoris b. La fascia orizzontale diffusa è un disco di detriti, materiale residuo della formazione planetaria. Crediti: Eso/B. Sutlieff, M. Bonse et al.
Il pianeta scoperto è un gigante gassoso, come gli altri due b e c del sistema, ma con un’orbita molto più ampia. Inoltre, mentre i primi due hanno ciascuno una massa circa dieci volte superiore a quella di Giove, Beta Pictoris d è solo 2,4 volte più massiccio di Giove, rendendolo uno fra gli esopianeti più leggeri mai osservati dalla Terra. Il pianeta è anche relativamente freddo, dunque il suo segnale è estremamente debole rispetto a quello della stella madre. Ottenere l’immagine diretta di un pianeta così debole rappresenta un risultato significativo poiché la produzione di un’immagine diretta funziona solo per pianeti sufficientemente luminosi da essere visibili anche accanto alla propria stella madre, molto più brillante. Il nuovo pianeta inoltre è cento volte più debole di Beta Pictoris b, il che lo rende l’esopianeta più debole mai fotografato direttamente dalla Terra.
La prima chiara osservazione del pianeta è stata effettuata con lo strumento ERIS (Enhanced Resolution Imager and Spectrograph) installato al telescopio VLT dell'ESO.
«Questa scoperta di Beta Pictoris d è un traguardo enorme», spiega Armando Riccardi, co-autore dello studio responsabile tecnico del modulo di ottiche adattive di ERIS «rivela un terzo pianeta gigante che, finalmente, potrebbe spiegare come viene modellato il bordo interno del disco di detriti del sistema. ERIS è stato assolutamente cruciale, fornendo la sua rilevazione iniziale ad alto contrasto. Devo sottolineare il ruolo vitale del modulo di ottica adattiva di ERIS, sviluppato in Italia dall’INAF: grazie a questo sistema abbiamo ottenuto immagini non coronagrafiche eccezionalmente profonde nel medio infrarosso. Ciò ci ha permesso di individuare uno degli esopianeti di massa più bassa mai direttamente osservati con immagini da terra. Questo dimostra davvero che le ottiche adattive da terra restano essenziali per scoprire nuovi mondi».
Beta Pictoris è ora il secondo sistema, dopo HR 8799, in cui sono stati ripresi direttamente più di due pianeti. Inoltre, Beta Pictoris d ha esattamente la massa e la posizione giuste per spiegare la particolare forma del disco di detriti circostante, costituito dai resti della formazione dei pianeti. La scoperta di questo pianeta con questa procedura favorisce ulteriori sforzi per ottenere immagini dirette di sistemi planetari in cui si potrebbero osservare pianeti deboli, anche con il futuro Extremely Large Telescope (ELT) dell’ESO.
Per approfondire:
- Preprint dell’articolo in uscita su The Astrophysical Journal Letters: “Direct Imaging Discovery of Giant Exoplanet β Pictoris d: A Decade-Long Game of Hide-and-Seek”
- ESO press release: “Il pianeta più debole mai fotografato dalla Terra scoperto dopo oltre 10 anni di nascondino”
- Media INAF: “Giocando a nascondino con Beta Pictoris d”

