Riattivazione del buco nero supermassiccio in ESO 511-G030

Ufficio Comunicazione  Alessio Coppola | 15 giugno 2026

Grazie alle osservazioni del Neil Gehrels Swift Observatory della NASA, è stata ottenuta per la prima volta l'intera evoluzione temporale della riattivazione di un disco di accrescimento attorno a un buco nero supermassiccio, offrendo una visione senza precedenti dei processi fisici che governano i nuclei galattici attivi.

Lo studio “Directly Tracking the Rebrightening of a Supermassive Black Hole Accretion Disk” è stato pubblicato su The Astrophysical Journal. Tra gli autori ci sono anche Emanuele Nardini dell’INAF Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Elisabeta Lusso e Guido Risaliti dell’Università di Firenze.

Dal 2019 al 2025 il team di ricerca ha monitorato la galassia attiva ESO 511-G030, che ospita un buco nero di circa 17 milioni di masse solari, misurando la sua luminosità nelle bande dell’ultravioletto e dei raggi X tramite più di ottanta osservazioni. Lo studio mostra che il disco di accrescimento del buco nero, dopo circa tre anni in uno stato di attività estremamente ridotta, ha iniziato a rigenerarsi intorno al 2021 e ha recuperato la maggior parte della sua luminosità originale entro il 2023, aumentando la sua luminosità di oltre un ordine di grandezza.

In particolare, le osservazioni suggeriscono che questa transizione sia avvenuta quando il rate di accrescimento era circa l’1% del massimo valore teorico (Limite di Eddington). Questa stessa percentuale è nota come la soglia critica alla quale avvengono i cambiamenti di stato nei buchi neri di massa stellare nei sistemi binari a raggi X.

«Il risultato più interessante è che la transizione sembra avvenire alla stessa soglia critica osservata nei buchi neri di massa stellare », spiega Emanuele Nardini di INAF Arcetri, «suggerendo l’esistenza di un meccanismo fisico comune che agisce su scale di massa molto diverse ».

Lo studio mostra inoltre che la variazione di luminosità è avvenuta su tempi scala più brevi di quanto previsto dai modelli standard dei dischi di accrescimento. Ciò renderà necessario lo sviluppo di nuovi modelli teorici per spiegare la struttura e l’evoluzione del gas nell’immediata vicinanza di un buco nero supermassiccio.

Il prossimo obiettivo della ricerca sarà il proseguimento del monitoraggio multibanda di ESO 511-G030 per capire i meccanismi che innescano questi rapidi cambiamenti di stato e verificare se il comportamento osservato rappresenta una caratteristica comune dei buchi neri supermassicci.

Immagine highlight Nardini

 

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