Molecole organiche complesse nella formazione Bright Angel di Marte

Ufficio Comunicazione - Alessio Coppola | 24 giugno 2026

Tramite lo spettrometro Raman del rover Perseverance della NASA, è stata confermata la presenza di carbonio organico in due rocce marziane di un campione raccolto nella formazione Bright Angel, un antico alveo fluviale che confluisce nel lago fossile di Jezero.

Tra gli autori dello studio “Spatially distributed complex organic matter detected in an ancient river valley in Jezero crater, Mars”, pubblicato su Science Advances, anche Teresa Fornaro di INAF Osservatorio Astrofisico di Arcetri.

A settembre 2025, Perseverance aveva trovato potenziali tracce di biofirme nello stesso campione e un team internazionale di ricerca aveva confermato la presenza di carbonio macromolecolare (Mmc) nelle due rocce suddette. Il nuovo lavoro conferma la presenza di carbonio organico nelle stesse rocce e descrive in dettaglio cosa si può affermare riguardo a tale materia organica e la sua origine biotica o abiotica.

Immagine Marte Perseverance

Il rover Perseverance esamina la roccia Cheyava Falls nel cratere Jezero di Marte. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

La storia geologica della zona di raccolta dei campioni suggerisce che il deposito di materia organica possa essersi verificato in due o più eventi. Miliardi di anni fa, infatti, un alveo fluviale trasportava acqua e sedimenti nel cratere Jezero; i sedimenti a grana fine si depositarono sul fondo prima di indurirsi, formando le rocce argillose analizzate dai ricercatori. L’Mmc è stato rilevato in associazione con questi sedimenti a grana fine, ma anche con minerali carbonatici e solfati formatisi successivamente durante l’alterazione acquosa.

«È estremamente difficile dire se il carbonio macromolecolare rinvenuto a Bright Angel su Marte sia di origine biotica», spiega Teresa Fornaro di INAF Arcetri, «in quanto sia materia abiotica che biotica, esposta per miliardi di anni alle condizioni estreme marziane, può trasformarsi in questo tipo di materiale organico complesso. Tuttavia, la presenza di materia organica, insieme ad evidenze mineralogiche come le macchie di leopardo che nelle rocce terrestri spesso derivano da processi biologici, in una roccia formatasi in un ambiente acquoso abitabile nel passato di Marte, possono rappresentare molteplici evidenze di biogenicità».

Lo studio presenta inoltre il rilevamento di Mmc a minore profondità mai avvenuto su Marte: a soli pochi micron sotto la superficie. È degno di nota che molecole organiche complesse siano state individuate così vicino alla superficie, in un ambiente caratterizzato da radiazioni e ossidanti chimici che sono distruttivi per le sostanze organiche.

Questa ricerca suggerisce quindi che miliardi di anni fa le sostanze organiche su Marte potrebbero essere state presenti non solo localmente, ma anche più ampiamente diffuse negli antichi laghi e fiumi del pianeta.

 

Per approfondire: