Il mezzo interstellare nella Galassia del Triangolo

 Ufficio Comunicazione - Alessio Coppola | 23 marzo 2026

Tramite le osservazioni del Very Large Telescope (VLT), è stata ottenuta un’immagine della galassia del Triangolo (M33), a circa tre milioni di anni luce, con un livello di dettaglio mai raggiunto prima per una galassia al di fuori della Via Lattea. L’immagine rivela la varietà e la complessità del gas nello spazio interstellare insieme a vari dettagli dell’interazione tra stelle giovani e gas circostante, descritta non attraverso modelli teorici ma direttamente in un ambiente galattico complesso.

L’immagine fa parte di uno studio (M3D: Mosaicking M33 with MUSE datacubes) pubblicato su Astronomy & Astrophysics e guidato da Anna Feltre di INAF Osservatorio Astrofisico di Arcetri. Le stelle vivono immerse in ambienti dinamici e complessi, che modellano attivamente attraverso la loro radiazione. Studiare questa interazione è fondamentale per capire non solo come nascono le stelle, ma anche come si evolvono le galassie nel loro insieme.

Fondamentale è stato il contributo dello spettrografo 3D MUSE (Multi Unit Spectroscopic Explorer) in grado di fornire uno spettro per ogni pixel dell’immagine e ricostruire, punto per punto, la composizione chimica del mezzo interstellare. La capacità dello strumento di unire ampio campo di vista e alta risoluzione spaziale ha permesso di mappare una vasta porzione della galassia mantenendo un dettaglio fino a circa 5 parsec, un regime finora inesplorato oltre la Via Lattea. A questo si aggiunge la possibilità di studiare il moto del gas, elemento chiave per comprendere il legame tra stelle e ambiente circostante.

Galassia Triangolo

Galassia del Triangolo, immortalata da VLT con lo strumento MUSE. Crediti: Eso/A. Feltre, F. Belfiore, G. Cresci et al.

Tra gli altri autori dello studio, Francesco Belfiore, Giovanni Cresci, Edvige Corbelli, Filippo Mannucci, Alessandro Marconi, Elena Bertola, Caterina Bracci, Elisa Cataldi, Matteo Ceci, Quirino D’Amato, Michele Ginolfi, Isabella Lamperti, Laura Magrini, Cosimo Marconcini, Martina Scialpi, Lorenzo Ulivi, Giacomo Venturi, Maria Vittoria Zanchettin e Avinanda Chakraborty di INAF Arcetri.

«Con queste osservazioni siamo riusciti a entrare nel “cuore” delle regioni dove nascono le stelle nella galassia M33» spiega Anna Feltre di INAF Arcetri. «Ne emerge un paesaggio sorprendentemente vario: le regioni H II non sono tutte uguali, ma mostrano strutture nebulari molto diverse tra loro. Questa complessità ci dice che il legame tra stelle giovani e gas circostante è molto più articolato di quanto immaginassimo e rappresenta un tassello fondamentale per la storia evolutiva di una galassia».

Grazie a MUSE, il gruppo di ricerca ha potuto mappare anche molti altri elementi e il loro movimento, ottenendo una visione senza precedenti della struttura e della dinamica del mezzo interstellare. «Questa interazione cosmica produce un paesaggio spettacolare e dinamico», conclude Feltre, «rivelando che i luoghi di nascita delle stelle sono molto più belli e complessi di quanto avessimo mai immaginato».

 

Per approfondire:

- Paper su Astronomy & Astrophysics:M3D: Mosaicking M33 with MUSE datacubes

- ESO: “The Triangulum galaxy up close

- Media INAF: “Teleobiettivo puntato sulla galassia del Triangolo