Evidenze osservative di campi magnetici su esopianeti
Ufficio Comunicazione - Alessio Coppola | 2 giugno 2026
Grazie alle misure del Very Large Telescope (VLT) e del telescopio Gemini Nord sono emerse per la prima volta prove osservative solide della presenza di campi magnetici negli esopianeti. Analizzando i venti atmosferici di sette pianeti giganti gassosi è emerso che i pianeti più caldi presentano venti più lenti, un effetto spiegabile solo dall'azione di campi magnetici.
Tra gli autori dello studio “Magnetic field strengths of hot giant exoplanets consistent with Solar System values”, pubblicato su Nature Astronomy, anche Lorenzo Pino dell' INAF Osservatorio Astrofisico di Arcetri.
L’obiettivo iniziale del gruppo di ricerca non era misurare i campi magnetici, bensì i venti atmosferici. I ricercatori hanno misurato la velocità dei venti su sette esopianeti: giganti gassosi simili a Giove, molto vicini alla loro stella e in rotazione sincrona con essa e caratterizzati inoltre da venti estremamente intensi, con velocità misurate comprese tra circa 7200 km/h a oltre 25mila km/h. Quando però le misure della velocità dei venti sono state confrontate con la temperatura dei pianeti, è emerso uno schema controintuitivo: più il pianeta era caldo, più i venti risultavano lenti. Gli autori dello studio hanno concluso che la spiegazione più plausibile fosse la presenza di campi magnetici che permeano il pianeta e che rallentano il moto delle particelle cariche nell’atmosfera.

llustrazione artistica del campo magnetico di un esopianeta. Crediti: Eso/M. Kornmesser, L. Calçada
«Sappiamo che i pianeti giganti del Sistema solare possiedono campi magnetici tra le dieci e le cento volte quello della Terra, e le stelle più attive possono avere campi magnetici anche migliaia di volte più intensi» spiega Lorenzo Pino di INAF Arcetri. «In questo lavoro abbiamo ottenuto due risultati principali. Il primo è che l’intensità dei venti diminuisce con l’aumentare dell’irraggiamento nel nostro campione. Questo andamento è attualmente spiegabile solo in presenza di campi magnetici nell’atmosfera del pianeta, e dunque fornisce una prova osservativa diretta che i campi magnetici sono presenti anche nei pianeti al di fuori del Sistema Solare».
I venti, infatti, spostano materiale nell’atmosfera del pianeta, ma incontrando i campi magnetici generano correnti elettriche che incontrano resistenza e dissipano energia cinetica rallentando i venti stessi. «Questo effetto è più forte in pianeti che hanno atmosfere ionizzate, perché gli ioni portano carica elettrica che interagisce con le correnti indotte dai venti. Per questo i pianeti più caldi, con atmosfere più ionizzate, hanno venti più deboli».
I dati hanno permesso di stimare l’intensità del campo magnetico di ciascuno dei pianeti studiati e i valori ottenuti risultano comparabili a quelli osservati nel Sistema solare: circa quattro volte superiori a quello di Saturno oppure pari a circa metà della forza del campo magnetico di Giove.
«Il secondo risultato che abbiamo ottenuto», continua Pino, «è che questi campi magnetici non possono eccedere di molto quelli di Giove e Saturno, e sono omogenei nel campione. Questi risultati forniscono dunque per la prima volta supporto osservativo diretto alle più recenti estensioni della legge di scala del campo magnetico del Sistema solare e delle stelle anche ai pianeti giganti gassosi irradiati».
Il futuro arrivo dell’Extremely Large Telescope (ELT) permetterà di caratterizzare non solo grandi esopianeti simili a Giove, ma anche pianeti più piccoli come la Terra.

Diagramma per dedurre l’intensità dei campi magnetici degli esopianeti dall’effetto che questi hanno sui venti presenti su tali pianeti. Crediti: Eso/M. Kornmesser, L. Calçada
Per approfondire:
- Paper su Nature Astronomy: “Magnetic field strengths of hot giant exoplanets consistent with Solar System values”
- Media INAF: “Campi magnetici controvento”

