Croce di Einstein riscrive la formazione delle galassie
Ufficio Comunicazione - Alessio Coppola | 2 aprile 2026
È stata osservata una rara lente gravitazionale, nota come “Croce di Einstein”, formata da una galassia ellittica denominata J1453g che esercita una forza gravitazionale tale da deflettere e sdoppiare la luce di un quasar più remoto. Lo studio rivela che la composizione di questa galassia primordiale, risalente a circa 8 miliardi di anni fa, è simile a quella della Via Lattea, mettendo in discussione i classici modelli di formazione ed evoluzione delle galassie ellittiche e suggerendo processi di crescita più complessi. J1453g è la prima lente gravitazionale a grande distanza per cui sia stata misurata la distribuzione di massa con una precisione senza precedenti.
Lo studio “Milky-Way-like stars in a galaxy core 8 billion years ago revealed by gravitational lensing”, pubblicato su Nature Astronomy, è stato condotto da un team di ricerca guidato dall'INAF. Secondo i modelli teorici attuali, i nuclei di galassie ellittiche (bulge) dovrebbero formarsi in tempi rapidissimi ed essere dominati da stelle di piccola massa. Al contrario, i dati di J1453g raccolti in questo studio suggeriscono che il bulge sia cresciuto in modo lento e graduale o che sia stato trasformato da violenti eventi di fusione (merger) nelle prime fasi della sua evoluzione, configurazione analoga a quella della nostra galassia, di tipo spirale barrata.
Immagine della Croce di Einstein con al centro la galassia J1453g (indicata nel cerchio ciano). Crediti: Quirino D’Amato
Tra gli autori dello studio, Quirino D’Amato, Filippo Mannucci, Martina Scialpi, Stefano Zibetti, Alessandro Marconi, Cosimo Marconcini, Guido Agapito, Anna Gallazzi, Francesco Belfiore, Elena Bertola, Caterina Bracci, Elisa Cataldi, Avinanda Chakraborty, Matteo Ceci, Giovanni Cresci, Anna Feltre, Michele Ginolfi, Isabella Lamperti, Bianca Moreschini, Emanuele Nardini, Lorenzo Ulivi e Maria Vittoria Zanchettin di INAF Osservatorio Astrofisico di Arcetri.
«La scoperta di questo oggetto eccezionale ci ha permesso di studiare in maniera accurata la natura delle stelle al centro di una galassia ellittica in un’epoca remota dell’universo, quando la galassia era ancora giovane», afferma Quirino D’Amato dell’INAF di Roma e primo autore del lavoro svolto all’INAF Arcetri. «Il fatto che la loro composizione sia molto simile a quella che vediamo oggi nella Via Lattea, in un ambiente e un’epoca completamente diversi, è sorprendente. Questo ci dice che siamo ancora lontani dal comprendere a fondo i processi di formazione ed evoluzione delle galassie e rappresenta un punto importante per lo sviluppo dei futuri modelli».
Il metodo di selezione dell’oggetto è stato sviluppato da un team a guida INAF, mentre i dati sono stati ottenuti tramite lo strumento Eris/Nix, installato sul Very Large Telescope (VLT) dell’ESO – il cui modulo di ottica adattiva è stato realizzato dall’INAF Arcetri– e tramite lo strumento DOLORES presso il Telescopio nazionale Galileo (TNG) dell’INAF.
«La scoperta di questo oggetto è stata resa possibile da un metodo rivoluzionario che abbiamo recentemente introdotto», spiega Filippo Mannucci di INAF Arcetri. «Usiamo in maniera innovativa i dati del satellite GAIA dell’Agenzia spaziale europea, originariamente pensato per osservare le stelle della Via Lattea, ma che si comporta egregiamente anche su oggetti molto più lontani. Grazie al suo potere di risoluzione e grande campo di vista, è lo strumento ideale per trovare oggetti piccoli e rari come queste lenti gravitazionali».
Questa ricerca non solo rappresenta una delle misure più robuste mai effettuate sulla formazione stellare in epoche remote, ma apre nuovi scenari sulla comprensione di come le strutture massicce dell’universo si siano assemblate ed evolute nel tempo.
Per approfondire:
- Paper su Nature Astronomy: “Milky-Way-like stars in a galaxy core 8 billion years ago revealed by gravitational lensing”
- Media INAF “Croce di Einstein riscrive la formazione galattica”

