Menu

Osservatorio Astrofisico di Arcetri

150 Anni fa - La legge per l'Osservatorio presentata alla Camera

un articolo della serie: 150 anni - le tappe della fondazione dell'Osservatorio di Arcetri

Il 21 gennaio 1869 Luigi Guglielmo de Cambray-Digny, Ministro delle Finanze del governo Menabrea II, presentò alla Camera dei Deputati un progetto di legge volto a chiedere l'Autorizzazione di una spesa straordinaria sui bilanci 1868 e 1869 del Ministero dell’istruzione pubblica per la costruzione di un nuovo osservatorio astronomico presso Firenze. Riassunte le motivazioni per lo spostamento, nella presentazione il ministro tracciò la storia del progetto: il primo preventivo di spesa era di 108990,80 lire (quello presentato nel febbraio 1867, tolte le spese per la casetta del custode ed il trasloco dal vecchio Osservatorio, queste ultime a carico dell'Istituto di Studi Superiori). Dopo le modifiche al progetto chieste dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, la spesa era stata limata a 106020,85 lire. Di queste, quasi 30000 lire erano state già iscritte -ma non usate- nel Bilancio della Pubblica Istruzione per il 1868, mentre Comune e Provincia di Firenze avevano promesso 60000 lire. I Deputati dovevano quindi deliberare su una spesa ulteriore a carico del Ministero di meno di 20000 lire.

Camera Deputati 1865

La Camera dei Deputati nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio - Firenze 1865 (fonte: wikipedia)

Il 30 aprile 1869  il Deputato Domenico Berti presentò alla Camera la Relazione della commissione generale del bilancio sulla legge. La relazione ribadisce la necessità di avere un nuovo Osservatorio, data l'inadeguatezza di tutte le specole italiane, evidenziata anche dall'autorevole relazione sullo stato dell'astronomia nella penisola fatta dall'astronomo Otto Wilhelm Struve. La Commissione propose di modificare la legge per includere la cessione di tutto il Podere della Cappella all'Osservatorio, terreno che già era stato concesso in parte per l'installazione provvisoria del telescopio Amici. La Commissione era poi riuscita ad ottenere un contributo di 15000 lire dalla Lista Civile, che con lo spostamento dell'Osservatorio veniva a liberarsi di una servitù passiva (dovuta al fatto che dal Torrino della Specola si potevano vedere gli appartamenti reali a Palazzo Pitti). Concludeva il relatore:

Con una tenue spesa potendosi adunque avere sino da ora in Firenze un osservatorio che potrà migliorare gli studi astronomici nel paese e dare opportunità di concorrere con le altre nazioni agli avanzamenti dell’astronomia, pare alla vostra Commissione che sia da approvarsi il progetto di trasferimento dell’Osservatorio della città su uno dei punti più eminenti della collina di Poggio imperiale e prossimo al luogo dove il sommo Galileo continuò negli ultimi anni della sua vita, e prima che in lui si spegnesse la luce degli occhi, le sue divine speculazioni.

Gli articoli del disegno di legge, rivisti dalla commissione, vennero approvati nella tornata del 20 maggio 1869. Vennero sollevate alcune obiezioni solo dal deputato Luigi Nervo, preoccupato per le tante spese straordinarie richieste sul bilancio, alle quali suggeriva di far concorrere altrettanti risparmi su progetti di minore importanza. Lo rassicurò Cambray-Digny:

[...] l'opera di cui si tratta è cosa semplicissima. Si tratta di un osservatorio in piana terra, sopra una collina, quindi semplicemente di uno stabile coperto da una tettoia, con quelle aggiunte e quei meccanismi che sono necessari per servizio dei telescopi. Non si tratta dunque di un'opera la quale possa costare poi di più di quello che si è messo in previsione (pg. 12-14 nel pdf della tornata del 20 maggio 1869)

Il progetto fu approvato a scrutinio segreto il 25 maggio 1869, con 128 voti favorevoli e 60 contrari. Poco dopo l'approvazione, il 5 giugno successivo, iniziò il suo iter in Senato.


I link rimandano ai documenti pubblicati dall'Archivio della Camera dei Deputati e al sito Au.G.U.Sto (Automazione Gazzetta Ufficiale Storica).

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo